RICOMINCIO DA TRE

Dopo un prolungato periodo di assenza, ritorno a scrivere sul mio blog. In verità, in questi quasi due mesi di “riposo”, più e più volte avrei avuto voglia di scrivere qualcosa, ma poi un pò il tempo, un pò le altre cose da fare non ci sono mai riuscito. Tutto sommato, però forse è stato meglio così. Essendo questo un blog fortemente ispirato al mio carattere, e di conseguenza fondamentalmente incentrato sulla creatività, ogni tanto la parte creativa della mente ha  bisogno di un periodo di distacco, di modo da poter tornare poi più attiva di prima. Ok, lo so che in taluni casi, come il mio, il riposo non fa miracoli, ma lasciatemi almeno l’illusione.

Ad ogni modo, non è che nel mondo sia successo granchè in questi due mesi. Volendo fare un veloce riepilogo, possiamo arrivare a  riassumere tutto in 3 notizie che hanno catalizzato l’attenzione dei principali media e sopratutto la mia: 1 di carattere internazionale e 2 di carattere nazionale.Per cui, come da titolo, ricomincio da queste tre notizie. 

1) E’ scoppiata una guerra;   2) Berlusconi è stato assolto nel Processo Ruby; 3) E’ arrivato l’inverno.

Ora delle tre, la notizia che proprio nessuno si aspettava, su cui nessuno avrebbe scommesso un euro che fosse accaduta è sicuramente la prima: lo scoppio del conflitto tra israeliani e palestinesi. Almeno cosi sembra a guardare il modo in cui presentano la cosa tv e giornali.  E sono molto perplesso. Al di là di chi abbia più o meno ragione (io personalmente sono filo palestinese e ho le mie idee in merito, ma non le esprimo perchè non è questo l’oggetto del post)  sono 30 anni che le due popolazioni si scannano,a  periodi alterni si lanciano bombe, poi fanno pace, poi si scannano di nuovo, e ogni volta si parla di questo conflitto come di un qualcosa di inaspettato, di imprevisto. L’America, l’ONU (leggi anche America), l’Unione Europea (leggi anche qui America) non fanno mai nulla se non parlare, parlare e parlare senza mai agire. D’accordo la sovranità degli stati che va rispettata ma cavolo qui si sfiora l’indifferenza. Fin qaundo si tratta delle solite scaramucce (il rapimento, la bomba – lo so fa strano definirle scaramucce ma considerando il contesto lo sono-)li senti dire “Bisogna lavorare per un percorso di pace”. Poi scoppia il conflitto, Israele bombarda e li senti dire “E’ uno scandalo. Bisogna cessare immediatamente questo scempio”. Hamas risponde con rapimenti e atti terroristici, e di nuovo giù a dire le stesse cose. Insomma, un continuo parlare senza alcuna azione vera. E in tutta onestà credo che per ottenere un minimo di calma in quella zona ci voglia un massiccio intervento politico/militare internazionale. Una sorta di commissariamento della zona, altro che sovranità nazionale.

L’altra notizia di un certo rilievo è stata l’assoluzione di Berlusconi nel processo che lo vedeva imputato per il caso Ruby (la ragazza marocchina /egiziana/ austro-ungarica/ finalndese che si spacciò per nipote del presidente egiziano Mubarak che si credeva maggiorenne ma era minorenne, che Berlusconi fece recuperare in Questura da Nicole Minetti che la portò da un’altra ragazza che era sua amica che non sapeva che fosse lei, e lui sapeva che lei era lei, e lui non era lui, vabbè la storia la sapete).

Ora la notizia ha colto tutti di sorpresa (in questo caso,si). Numerose sono state le manifestazioni di gioia e in numerosi casi è stato necessario l’intervento dei vigili urbani per controllare i 3-4 manifestanti in preda all’euforia. Grande rassegnazione , invece, tra i vecchietti della casa di cura dove Berlusconi è stato affidato in prova ai servizi sociali. Gli si sono tutti molto affezionati e speravano in una nuova condanna per poterlo avere più a lungo con loro.Come racconta le barzellette lui…

Infine, con qualche mese di anticipo, è arrivato l’inverno. Chi è andato a mare ha avuto l’impressione di stare in montagna. Chi era in montagna ha avuto l’impressione di stare in montagna (e volevo pure vedere). Scherzi a parte è un’estate veramente pessima dal punto di vista metereologico. Non si era mai visto un’estate cosi caratterizzata da pioggie e brutto tempo. Tuttavia non c’è da disperarsi. Se le cose proseguono cosi, e non c’è motivo per cui debbano cambiare, dopo questa fredda stagione estiva, ci potremo godere un caldo e riposante inverno. Non ci sarà bisogno di partire per lontane mete esotiche a Natale. Ci si potrà godere tranquillamente il mare rimandendo in zona. E il 6 gennaio aperitivo sulla spiaggia e a seguire grande falò con bagno a mezzanotte.

GOMORRA, CHE SERIE!!!

Premetto che non sono un grande amante di serie tv, o meglio, preferisco seguirne poche ma precise e, soprattutto, che mi appassionano. Non mi piace seguire la moda e guardare un programma, solo perchè lo guardano tutti (e quindi se non lo guardi poi ti senti escluso quando se ne parla). Ad esempio, ho seguito solo qualche puntata e poi ho subito abbandanato Lost, The Walking Dead, 24, Dr. House, etc.

In particolare non amo le serie tv con trameche diventano via via troppo fitte e complesse, perchè  (sarà un mio limite) non mi ci ritrovo più. Perfino Prison Break,  ( serie che ho amato all’inverosimile) l’ho abbandonata alla fine della terza stagione dopo che oramai non ci capivo più niente.

Credo che il successo di una serie sia la semplicità e la ricerca spasmodica di elementi che facciano andare avanti tutta la trama, confondendo. Se guardo una serie tv voglio rilassarmi,  immedesimarmi nei personaggi, magari, ma con  relax. Se deve diventare un lavoro mentale capire la trama e i possibili complessi retroscena non c’è più piacere.

Ora, ad esempio, sto seguendo The Blacklist. Bella serie, ma temo che anche lì si stia puntando a questo genere di avanzamento fatto di colpi di scena non semplici ma sempre più contorti e di comprensione molto più elaborata.

Ad ogni modo, tutta questa premessa è per arrivare al vero tema che voglio trattare in questo post: Gomorra, la serie tv andata in onda su Sky e ispirata al libro cult di Roberto Saviano. Serie che ho avuto modo di seguire, con grande passione, per tutte le 12 puntate e di cui, non nascondo, sono diventato un grande fan.

Frequentando Napoli e provincia, perchè ci vivo e lavoro, ho avvertito abbastanza direttamente le numerose polemiche che si sono scatenate a seguito dell’annuncio della messa in onda di tale programma. Sono comparsi manifesti che parlavano di “altra merda gettata su napoli” gente che parlava di “qualcosa di vergognoso” e via così.

Non ho mai amato queste prese di posizione preventive. Non si può parlare di qualcosa prima di averla vista. Anche per una ragione molto semplice e di parte: se vedi, puoi analizzare e trovare anche argomentazioni più forti per fare critica. Senza vedere, invece, devi limitarti a supposizioni, ipotesi, idee e non puoi andare oltre. E per di più rischi di essere successivamente smentito (come credo sia stato per molti di quelli che si lamentavano,che oggi non si sentono più).

Quella andata in onda su Sky è stata una “signora” serie tv. Bellissima e ben fatta sotto tutti i punti di vista. Spesso si parla della grandiosità delle serie tv americane. Bè Gomorra non ha nulla da invidiare. Personaggi interpretati alla perfezione, un cast studiato nei minimi termini, luoghi e contesti curati alla perfezione. La rappresentazione che è stata fatta del mondo della camorra e della criminalità è stata così reale, così ben riuscita da sembrare, per paradosso, frutto di assoluta fantasia.

La bravura degli sceneggiatori è stata riuscire a riprodurre eventi realmente accaduti e raccontati anche da Saviano nei suoi testi (il voto di scambio, la morte di Gelsomina Verde, le lotte interne ai clan,etc.) all’interno di un contesto e di una storia che avrebbe potuto subire un processo di cannibalizzazione e rimanere intrappolata in tali eventi, diventandone una mera rappresentazione banale, e che invece è riuscita a far suoi questi eventi e raccontarli in maniera organica e chiara.

Ciascuno dei personaggi, che pure risultano essere di fantasia, traspone nei suoi modi di agire e comportarsi, azioni e comportamenti reali, veri. Azioni e comportamenti che sono rintracciabili nei modus operandi criminali  e camorristici reali.

Credo l’elemento che sia stato rappresentato meglio è stato il rapporto tra la “vecchia ” camorra, quella dei boss capaci di azioni terribili ma anche capaci di ragionare e capire i momenti giusti per offendere e quelli per fare un passo indietro, e la “nuova camorra” dei ragazzini, più tesa ad agire di pancia, a mirare al “tutto subito” e restia a passi indietro e ragionamenti di pace e alleanze.

Si è parlato di possibili emulazioni. Non credo. Certo, come in ogni serie che appassiona, c’è il personaggio che viene preso a riferimento. Ma il bello di Gomorra è che a ben vedere ciascuno dei personaggi alla fine delude un pò lo spettatore che lo prende a riferimento. Almeno per questa prima stagione, ogni personaggio principale compie un’azione che lo rende meno accattivante e, di fatto, lo “smitizza” agli occhi dello spettatore che lo prende a rfierimento. In parte, prendono il sopravvento, in tal senso, personaggi secondari, come possono essere i ragazzi al servizio di Genny (O’Track, Tonino,etc.) oppure i vecchi (Malamore, Zecchinetta – permettetemi di dire due interpretazioni  splendide)ma anche lì lo spirito di emulazione possibile è bloccato dal fatto che si tratta di personaggi che sono meri esecutori, sono assogettati e quindi per loro stessa natura creano poco legame con lo spettatore che può provarvi simpatia o antipatia, ma nulla di più.

I luoghi scelti per le scene sono stati davvero selezionati alla perfezione. Per me è stato uno spettacolo nello spettacolo vedere posti e luoghi in cui passo quotidianamente. Ma la cosa particolare è che pur essendo girato a Napoli, pure se la serie è girata in lingua napoletana (e non uso a caso il termine lingua  – perchè se mai ci voleva una ulteriore dimostrazione della bellezza e complessità della lingua napoletana, è stata offerta alla grande)non sembra di stare a Napoli. Quei luoghi si sono decontestualizzati a tal punto da sembrare luoghi che potrebbero trovarsi ovunque.

Credo che a tutti coloro che hanno seguito la serie sia capitato raramente di pensare, durante la visione delle puntate, che quelle scene fossero girate a Napoli. Perchè si è talemente presi dalla storia, dalle dinamiche e i luoghi diventano cosi un tutt’uno con la “realtà – non realtà” dei personaggi che diventano dei “luoghi-non luoghi”.

Tutti questi aspetti credo siano stati l’aspetto vincente di questa serie. Il finale, ieri sera, poi è stato qualcosa di indicibile. Il movimento quasi impercettibile della mano di Genny a terra, dopo essere stato colpito da Ciro, Don Pietro, il vecchio boss che viene liberato dopo aver finto di essere innocuo e fuori di testa, lasciano aperte grandi prospettive per la successiva stagione.

Che tuttavia sarà orfana di Donna Imma, la moglie del Boss e mamma di Genny che, partita in secondo piano, è stato il vero personaggio centrale della serie. Un bel rischio corso dagli autori che però hanno voluto, evidentemente, dare una spinta forte alla trama, anche azzardando qualcosa.

Insomma, una  serie davvero stupenda. E io non vedo l’ora che arrivi la seconda stagione.

POSTEPAY? NO,POSTEGUAI!

Da quando ho iniziato a scrivere questo blog, mi sono sempre limitato a commentare (talvolta seriamente, il più delle volte ironicamente) avvenimenti e situazioni di natura politica, culturale,sociale,etc. sia nazionali che internazionali, lasciando poco spazio a post e pensieri che riguardassero aspetti personali della mia vita. Tale scelta non è frutto di un qualcosa di ponderato ma è semplicemente frutto della casualità. Preferisco approfittare del blog per esprimere i miei pensieri su determinate cose piuttosto che raccontare aspetti della mia vita. Del resto su di un pensiero o opinione si può parlare,ragionare, etc.. su semplici racconti di vita quotidiana c’è molto meno da discutere e dopo un pò (almeno che non hai una vita straordinariamente esaltante) c’è il rischio di annoiarsi. Ciò non significa però, che quando capiti qualcosa di particolarmente rilevante, non si possa raccontarlo. E’ capitato per il passato e capiterà in futuro. E capita anche adesso.

Quello che vi sto per raccontare è la parte finale del pomeriggio che ho appena trascorso. Per essere più specifici, il periodo temporale che va dalle 18,45  alle 20,00 ca.  (Tranquilli, farò una sintesi di tutto, quindi potete leggere il resto del post anche se avete meno di 1h e 15 di tempo….se poi siete lenti a leggere,eh vabbè)

Dunque, tutto parte da una semplice carta Postepay. Sfortuna vuole che la mia carta Postepay scada tra pochi giorni, a giugno. Già da un pò, dopo aver notato la cosa, mi ero informato su quale erano le procedure da fare per richiedere la nuova. La settimana scorsa, passando davanti all’Ufficio postale vicino casa mia, vedo che non c’è fila (ndr: erano le 7 di sera, ecco perchè non c’era fila)e mi dico “quasi quasi entro e vedo se me la rinnovano senza perdere troppo tempo”. (Piccola nota: ho pregato tutto il tempo di capitare allo sportello dove c’era l’impiegata giovane e carina. Sono capitato con quella poco giovane e poco carina.) Ad ogni modo l’impiegata, molto gentile, mi dice che potrei fare l’operazione di cambio anche lì, ma costa 5 euro e devo poi aspettare che arrivi la nuova carta via posta prioritaria. Diversamente, contattando il numero verde, riceverò la carta ugualmente via posta prioritaria, ma in modo del tutto gratuito. Quindi, perchè spendere 5 euro quando puoi fare tutto gratis? Perfetto. Seguirò il consiglio.

Oggi ho deciso di effettuare la procedura.

1°tentativo: Dal telefono di casa, compongo il numero verde, indicato sul sito, per effettuare la richiesta. La voce guida, dopo un cordiale benvenuto, mi fa una lunga introduzione su tutti i vari decreti legislativi che regolamentano la telefonata (diritto alla privacy, etc.) e finalmente mi chiede se sono un privato, un professionista o un’azienda. Sono un privato e premo 1. Secondo step: cosa devo fare? La voce guida mi elenca tutto lo scibile del mondo Poste Italiane, tra cui anche i servizi per la Postepay. Scelgo l’opzione indicata e improvvisamente si inserisce una voce terza “Telecom Italia. Informazione gratuita.” Stacco, segnale di linea libera, e dopo due secondi, cade la linea.

2° tentativo: Stesse operazioni descritte prima. Stesso esito.

3° tentativo (perché non mi arrendo): Stesse operazioni. Il risultato non cambia.

Ok, qualcosa non va. Cerco sul sito e trovo un altro numero verde. Lo contatto.

Solita voce guida, soliti decreti legislativi, solito mondo di servizi Poste Italiane, scelgo di parlare con un operatore. Dopo una moderata attesa (circa due minuti) mi risponde Laura da Venezia (sembra quasi che ci tenga particolarmente a dirlo che è di Venezia,ma vabbè). Le spiego la problematica e mi dice che forse non tutti i gestori sono abilitati. Le sembra strano ma mi suggerisce di provare con un cellulare. Ringrazio e riattacco.

4° tentativo (riprovo un’ultima volta con il telefono fisso. Lo so, ma non mi rassegnavo all’idea): Come prima.

5° tentativo (da cellulare): Vi risparmio tutti i passaggi (che sono sempre gli stessi) ma riesco a superare l’ostacolo che prima mi bloccava. Secondo,anzi terzo livello. Riesco addirittura a cominciare la procedura di rinnovo, inserisco il numero della scheda,tutto. Ma il sistema non regge. Cade la linea.

6° tentativo (sempre da cellulare): Primo,secondo e terzo livello vanno via una bellezza. Arrivo al momento della richiesta dell’indirizzo a cui ricevere la carta. Ma c’è una problematica con l’indirizzo, devo parlare con un operatore. Mi mettono in attesa. Dopo 12 minuti (dico dodici) di attesa (tra musica classica e la voce che mi dice di pazientare)sconfortato, riaggancio.

7° tentativo: Arrivo al punto di prima. Aspetto 9 minuti e mezzo e, miracolo, risponde qualcuno. E ancora una donna.Mi dice anche il nome ma sono talmente incazzato che nemmeno me lo ricordo. Mi tolgo la soddisfazione di dirle” Finalmente!”. Mi risponde “C’è molto traffico”. “Si,vabbè”. La ragazza non è comunque in grado di risolvermi il problema. Mi consiglia di rivolgermi all’Ufficio Postale. Non sono convinto della risposta.

8° tentativo:probabilmente anche il mio cellulare ha le scatole piene, perché premo i tasti e non reagiscono. Devo riagganciare

9° tentativo: Arrivo alla richiesta di parlare con un operatore, ma la voce mi dice che causa troppo traffico, devo riagganciare e riprovare più tardi. Cioè tutta Italia ha deciso di chiamare nello stesso momento le Poste?

10° tentativo: Cade la linea a metà telefonata.

11° tentativo: Dopo circa  10 minuti lascio il cellulare in vivavoce, con la musica di attesa, e vado nell’altra stanza. Quando torno, siamo a 14 minuti sento che non c’è più la musica. Prendo il telefono dico “Pronto” e (secondo miracolo di giornata) dall’altra parte c’è qualcuno. L’operatore si chiama Luca e mi offre tutti i chiarimenti che voglio, mi risolve il problema e mi conferma che l’operazione è andata bene. A breve (max 30 giorni!!!) riceverò la mia nuova Postepay.

Dunque per risparmiare 5 euro e rinnovare una carta: 11 tentativi, 1h e 15 persa, rabbia accumulata in quantità abnorme, sfinimento mentale e acustico (la musica classica messa nell’attesa all’inizio è bella,dopo un pò diventa carina, poi simpatica,poi molto fastidiosa). Insomma, non è una Postepay ma una Posteguai.

Tutto questo, però mi lascia un grande insegnamento. La prossima volta non mi fregano e quando scadrà la nuova carta che mi arriva non ho dubbi: andrò all’Ufficio Postale e li spendo i 5 euro.

 

 

QUEL CHE RESTA DELLE EUROPEE

I risultati (ormai acclarati) delle elezioni europee  hanno consegnato all’Italia un quadro del tutto inaspettato che avrà sicuramente ripercussioni su tutto il panorama politico attuale e futuro.

Il PD ha fatto l’exploit: ha raggiunto il 40% e ora tutti i vari oppositori “interni” ed “esterni” di Renzi dovranno riconoscere ed accettare la leadership del fiorentino. Anzi,  probabilmente, a livello interno qualcuno si starà anche rammaricando di non avergli dato fiducia prima.

Il Movimento Cinque Stelle (alias Beppe Grillo), di fatto,  ha perso. Resta pur sempre il 2° partito in Italia, ma con un 20% di voti di distacco dal primo e con quasi il 5% di voti in meno rispetto alle precedenti elezioni.  Hai voglia a mandare a quel paese tutti, a proclamare marcie su Roma, chiedere le dimissioni di Napolitano, invocare processi sommari, e dire che: “vinciamo, stravinciamo, ipervinciamo”. Se poi però non ti votano, un qualche motivo ci sarà. E, probabilmente, se magari fai meno lo sborone, dopo ti risparmi un bel pò di prese per il culo.

Forza Italia….eh vabbè. Non mi sembra il caso di mettere il dito nella piaga. Che poi tutto sommato, nelle condizioni in cui sta il partito e il suo leader, gli è andata anche bene. Rischiavano di non arrivare al 15%. E poi almeno Berlusconi non dovrà dare dentiere gratis a tutti. Gli over 60 già ci avevano fatto il pensierino.

La Lega ha raggiunto un discreto 6% che, guardando nel complesso, non è nemmeno male. Ha preso un bel pò di voti anche in Sicilia. Ora io vorrei conoscere questi temerari che in Sicilia votano Lega Nord, così per il puro piacere di stringergli la mano. E comunque, a dirla tutta, io un paio di punti percentuali alla Lega Nord glieli toglierei per legge.  E’ il minimo che si può fare dopo aver visto il modo in cui è andato a votare Salvini (ndr il segretario della Lega): maglietta con la scritta MILANO a caratteri cubitali, bermuda e tablet alla mano. Per mia fortuna non sono riuscito a vedere se aveva delle scarpe o gli infradito. Ipotizzo la seconda, ma non voglio e non mi interessa saperlo. Non dico che devi andare giacca e cravatta ma almeno un pantalone.

Tsispras ha superato la soglia di sbarramento del 4% per poco, il NCD di Alfano l’ha superata per pochissimo, Fratelli d’Italia non l’ha superata per poco, Scelta Civica non l’ha superata per poco…più un’altro poco…più un’altro poco…più un’altro poco….aggiungiamoci ancora un pò:insomma nemmeno di striscio.

Ma c’è un altro elemento fondamentale che viene fuori da queste elezioni e che rimane più dei risultati, più della vittoria di Renzi o del tracollo M5S o altro, insomma più di tutto.  Un elemento che dovrebbe essere preso in considerazione e analizzato con la massima attenzione. Perchè un paese civile si basa anche su queste cose. Oltre la corruzione, il debito pubblico, la cassa integrazione, la disoccupazione,la crisi. Oltre tutto questo. C’è un’altra cosa che in Italia non va assolutamente e bisogna agire.  Anche perchè si tratta di persone che oggi (come ieri) hanno  bisogno d’aiuto e di sostegno. Non economico, non degli 80 euro, ma hanno bisogno di sostegno morale e psicologico

Parlo dei sondaggisti italiani. Non è possibile che sono gli unici che non azzeccano mai un dato. Sarebbero capaci di sbagliare proiezioni  e sondaggi anche in presenza di un solo candidato e con tutti che dichiarano il loro voto facendogli vedere la scheda già votata. E’ una cosa tremenda.  Si, d’accordo, è un lavoro difficile. Però  gli americani azzeccano tutto, i francesi idem, i tedschi ancora meglio, gli spagnoli super efficienti, gli unici deficienti sono quelli italiani. Non so si facciano delle scuole ad hoc, si facciano  dei corsi professionali, non lo so, ma si faccia qualcosa. Aiutateli.Rivitalizzateli. Indite un referendum fasullo e dategli già i risultati. Ridate credibilità a questi poveracci. Ne va del nostro orgoglio nazionale. Non potremo contare mai niente in Europa se non sappiamo prevedere nemmeno cosa accade a casa nostra. E sopratutto: FATE PRESTO!!!

(PER UNA VOLTA) VIVA IL CACCIATORE!!!

Probabilmente sarà capitato anche a voi (spero da bambini, perché da adulti risulterebbe abbastanza anomalo) di “subire” l’indovinello degli uccellini e del cacciatore. Se appartenete alla categoria di coloro che non lo hanno mai sentito, o non  ne sono stati vittima, bè innanzitutto i miei complimenti. E ora ve lo spiego. Faccio una piccola premessa: posso affermare , senza timore di smentita, di conoscere ogni possibile risposta e contro risposta a questo indovinello (sebbene poi tecnicamente non lo sia, ma vabbè non sottilizziamo). Mio padre ha sottoposto e sottopone (e posso tranquillamente dire che sottoporrà) questo indovinello a chiunque: mio fratello, me, i miei cugini, i miei nipoti ed ogni bambino in età scolare o pre-scolare che ha avuto l’ardire di proporgli di sua iniziativa un indovinello o si è trovato innocentemente comunque a parlare con lui. Basta che il bambino sappia contare ed effettuare sottrazioni ed è spacciato.
Ma veniamo all’indovinello. Comincia così: su un albero ci sono tre uccellini (N.b.: il numero è variabile a seconda della capacità di conteggio dell’individuo oggetto del test), un cacciatore arriva e ne spara uno (anche qui il numero è variabile come prima). Quanti uccellini rimangono?”. Semplice. Il bambino( inncoentemente) risponderà sottraendo il numero di uccellini uccisi a quelli inizialmente presenti sull’albero. Risposta errata. Perchè? Gli altri uccellini sentono lo sparo e se ne vanno. Si ripete l’indovinello. Il bambino (furbamente) risponde che non ne rimane nessuno! Sbagliato. Perchè? Uno è sordo e non sente lo sparo. Il bambino, al terzo tentativo, (tra l’innocente ed il furbo) prova a premunirsi e chiede se gli uccellini del prossimo quesito sono o meno sordi. Non sono sordi. Bene, si ripete il test. La risposta sarà sempre sbagliata. Questo perché si verificherà il caso in cui gli uccellini non hanno paura perché abituati allo sparo o perché temerari, oppure il caso in cui sono ciechi e quindi sentono solo lo sparo ma non capiscono che succede o ancora quello in cui l’uccellino è colpito ma solo ferito e quindi rimane stoicamente sull’albero…e via dicendo. Insomma non esiste risposta corretta. Ma cosa c’entra tutto questo con il presente post? perchè vi parlo di tutto questo. Ci sto arrivando. Ma prima altra piccola premessa. Se ci pensate bene (sia se lo avete subito l’indovinello, sia nel caso non lo avete subito e lo abbiate letto qui la prima volta) c’è un qualcosa che rasenta l’ingiustizia. Non mi riferisco al fatto che la risposta è sempre sbagliata, bensì al fatto che anche se  sordi, ciechi o temerari, almeno uno (se non di più) di questi poveri uccellini finisce male, ovvero ucciso ( o ferito) dal cacciatore. CIò induce ad una sorta di simpatia verso gli uccellini e antipatia verso il cacciatore che dovrebbe pervadere chi viene sottoposto a tale indovinello. Il cacciatore cattivo che spara ad uccellini innocenti su di un albero. Una cattiveria straordinaria. Nessuno, dovendo scegliere da che parte stare, dovendo decidere dall lato di chi si trova la giustizia,  si metterebbe dalla parte o comunque darebbe ragione al cacciatore.
Anche per me è stato sempre cosi. Fino alle ore 5,24 della scorsa mattina. Dormivo beatamente quando di colpo vengo svegliato da un rumore infernale che proviene da fuori al mio balcone. Inizialmente, nel dormiveglia, ipotizzo stia passando qualche camion o qualche mezzo pesante. Ma no, è un suono diverso che però ho già sentito. Mi riprendo e lo riconosco. Si, sono degli uccellini che stanno cinguettando amabilmente fuori al mio balcone. Alle 5,24 del mattino. Ora solitamente capita che verso le 7-7,30 con l’avvicinarsi della bella stagione diversi uccellini passino fuori al mio balcone e stazionino lì. Talvolta è anche piacevole, quando si è svegli, sentirli cinguettare di fuori. Ma alle 5,24 no. Ma qualcuno dirà: e vabbè te la prendi per due uccellini che fanno un po’ di baccano. No. Il punto è che non erano due. O almeno, inizialmente lo erano perché il suono era piuttosto contenuto. Poi di colpo un crescendo. Sembrava ci fosse il raduno nazionale e il luogo prescelto per l’adunata era il balcone di casa mia. Passano due minuti e mi dico che ora la smetteranno. Ore 5,28: l’adunata continua. Ore 5,30: il capo popolo arringa la folla che entusiasta risponde con cinguettii continui di approvazione. Ore 5:32: Sembra essersi un lieve cedimento di euforia,ma è un attimo. Il ritmo torna immediatamente regolare Ore: 5,33: è un momento. Il silenzio più assoluto. L’ultima cosa che si sente è lo sbattere delle ali degli ultimi che si allontanano. Il raduno è concluso. Nove minuti di passione. Nove minuti intensi. Nove minuti in cui ho apprezzato la bellezza dello stare nel letto alle cinque e mezzo circa del mattino, volendo dormire e non potendo farlo. Nove minuti in cui ho pensato che quella pianta che mia mamma ha messo all’angolo del balcone e che non mi ha mai dato fastidio (e che gli uccellini hanno usato quale luogo di ritrovo), comincia a darmi molto fastidio. Nove minuti in cui, per la prima volta, non ho provato antipatia per il cacciatore dell’indovinello. Anzi, ho cominciato ad apprezzarlo. E ho capito che probabilmente se spara a quell’albero un motivo c’è. Quell’albero sta vicino a casa sua. E se ogni mattina alle 5,30, mentre dorme, gli uccellini vanno a rompergli le scatole, forse un minimo di comprensione merita di averla. E per una volta, sì, il cacciatore mi è stato simpatico. Per una volta, viva il cacciatore.
P.S.: Tengo a precisare che nessun uccellino è rimasto ucciso/ferito/colpito né l’altra mattina, né nella realizzazione di questo post.

P.P.S:  Bè si, d’accordo, gli ho augurato di avere qualche piccolo incidente durante il volo, ma vi garantisco che non ho commesso alcun atto intimidatorio o violento.

DELLA GIOIA E DEL DOLORE(sportivo)…(part one)

Troppo semplice scendere dal carro dei vincitori non appena questo trova un ostacolo davanti a sè ed è costretto a fermarsi.

Troppo semplice contestare ciò che fino ad un secondo prima hai seguito, sostenuto, creduto ed elogiato.

Troppo semplice essere presente solo nelle cose belle e felice ed allontanarsi nei momenti bui e difficoltosi.

Difficile è rimanere su quel carro quando questo si trova l’ostacolo davanti e si deve fermare.

Difficile è continuare a credere sostenere, elogiare  anche quando potresti contestare e mentre tutti intorno contestano.

Difficile è restare vicino anche nei momenti bui e difficoltosi.

Non esiste la vittoria di tanti e la sconfitta di pochi. Si vince e si perde tutti insieme.

OGGI PIU’ DI IERI…SEMPRE E COMUNQUE…FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS!!!

 

n_juventus_sfondi-5356486